Gli immobili “immobili”

Vendesi, vendesi, vendesi, affittasi, affittasi, affittasi… non si finisce mai di percorrere la strana via fluorescente. Va bene che il mercato immobiliare è fermo, va bene che i prezzi – nonostante il mercato sia fermo – non calano, ma forse il numero degli immobili a uso commerciale realizzati a Borgo Faiti è davvero sovradimensionato rispetto alla richiesta. È una semplice regola di mercato che evidentemente non è stata presa in considerazione da chi costruisce: ma cosa ci potranno mai vendere in tutti quei negozi eventuali (e al momento improbabili) esercenti? Pizzerie al taglio e videoteche (scelte da chi non ha qualifiche specifiche ma qualche soldino da investire e una buona dose di coraggio) non durano una stagione, e forse nemmeno un attento studio di settore potrebbe capirne i motivi ed eventualmente aggiustare il tiro. Ogni tanto qualcuno – chissà poi da dove nascono certe voci – annuncia l’apertura di un supermercato (di quelli aperti anche all’ora di pranzo) che andrebbe a coprire qualcuno di questi buchi che riempiono il piano terra di molti edifici. Qua vale la regola del rispetto delle posizioni acquisite, del non pestare i piedi a chi c’è già della conservazione nel senso letterale del termine. Quindi, basta con quei cartelli fosforescenti che sono davvero brutti, perché danno idea di un borgo immobile (ironia della sorte).

Teresa Faticoni

Commenti

  1. Fausto scrive:

    Aggiungo un altro pensiero di carattere meno tecnico: più che di “regola delle posizioni acquisite” io parlerei di logica di mercato, perché il bacino di utenza è quello che è e quindi che senso ha avere “doppioni”?

  2. Fausto scrive:

    Spesso, come in questo caso, le concessioni edilizie rilasciate ai costruttori prevedono che parte della cubatura realizzabile abbia destinazione commerciale. Pertanto, volendo costruire gli appartamenti si devono necessariamente costruire anche i negozi, indipendentemente dal fatto che poi vengano effettivamente utilizzati oppure no.