Il super carro armato conteso tra Latina e Salerno

«Faremo di tutto per difendere il nostro carro armato, sul quale abbiamo investito denaro e competenze specifiche per renderlo un gioiello perfettamente funzionante, un pezzo unico».La direttrice del museo «Piana delle Orme» di Borgo Faiti, Alda Dalzini, promette battaglia per difendere lo «Sherman DD», ora che Salerno lo rivuole indietro. L’avvocatura dello Stato ha infatti avviato una causa civile sostenendo che la vendita del mezzo, avvenuta nel 2002, non sarebbe lecita: il mezzo non può restare in esposizione in un museo privato.

«Una tesi assurda – commenta Dalzini – dieci anni fa avevamo tutte le carte in regola, tutte le autorizzazioni necessarie». Nel marzo 2002 Piana delle Orme chiese alla Soprintendenza per i beni archeologici di poter procedere al recupero del relitto. L’autorizzazione fu accordata, la Soprintendeza specificò che si trattava di oggetto moderno che non rientrava tra le proprie competenze.

Nel 2009, però, la soprintendente Maria Luisa Nava disse che nel 2002 fu commesso un errore: lo «Sherman Double Drive» è in realtà un bene di «particolare interesse storico culturale anche in considerazione della sua rarità» essendo noti al mondo soltanto tre esemplari, di cui questo è l’unico funzionante. Da qui la battaglia per tentare di riavere indietro il carro armato.

«Facile volerlo adesso – sbotta la direttrice di Piana delle Orme – dopo che lo abbiamo interamente restaurato. Ogni parte è stata smontata, ripulita e trattata con particolari componenti chimici passivanti. Il Tank Museum di Bovington in Inghilterra ha collaborato al restauro fornendo i piani costruttivi e i particolari del carro. Alcune parti del motore sono state sostituite con ricambi originali, smontati e ripristinati tutti gli ingranaggi e i meccanismi di movimento».

Insomma un lavoro enorme che ha riportato in vita il mezzo, rimasto in mare per 58 anni. E’ stato ripristinato anche il sistema «Duplex Drive»: le valvole gonfiano i manicotti in gomma, si alza il telo e i cingoli muovono con le eliche. «Invece di fare sistema – commenta Alda Dalzini – si passa alle vie legali senza alcuna ragione. Poi vorrei capire dove sarebbe esposto a Salerno visto che lì non ci sono musei adatti. Inoltre Latina è ad appena cento chilometri…».

Lo Sherman DD doveva essere l’arma segreta dello sbarco in Normandia. La sua esistenza era del tutto ignota anche agli archivi dell’esercito statunitense. Ma il carro affondò durante una manovra di esercitazione a Salerno e rimase in fondo al mare per 58 anni. Prima di scatenare una nuova battaglia, stavolta legale.

(Fonte: ilmessaggero.it)